Sensibilità del pene


Sensibilità del pene

L’eccessiva sensibilità del pene è una condizione di origine congenita che può essere presente sin dalla nascita oppure può insorgere successivamente a causa di infezioni di vario genere. Un’accentuata sensibilità del pene può provocare non pochi problemi, considerando che, già di per sé, il glande è una delle parti più delicate del corpo maschile. Quando la sensibilità del glande è molto intensa è probabile che con una minima stimolazione generi un eccitamento talmente acuto da causare eiaculazione precoce.

Se la sensibilità del pene è molto marcata è bene non sottovalutarla poiché può diventare una vera e propria patologia in quanto và a condizionare fortemente la vita sessuale, non solo degli uomini affetti da tale condizione ma anche della coppia in genere che a causa di frequenti episodi di eiaculazione precoce non è più in grado di godersi appieno un rapporto sessuale.

Statisticamente è stato appurato che l’eccessiva sensibilità del glande è una delle cause più frequenti di eiaculazione precoce. Accade, infatti, che una leggerissima stimolazione provochi la contrazione di tutta la muscolatura liscia che riveste le vie seminali, spingendo il seme verso l’uscita e generando così episodi di eiaculazione precoce.

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Classificazione dell’eccessiva sensibilità del pene

La sensibilità del glande molto acuta è una patologia che può seriamente compromettere non solo la vita sessuale ma anche quella relazionale e sociale di chi ne è affetto. Questa condizione per essere meglio compresa necessita di una classificazione in cui viene fatta una distinzione tra eccessiva sensibilità del pene di origine primaria ed eccessiva sensibilità del pene di origine secondaria.

Eccessiva sensibilità del pene di origine primaria: questa condizione è dovuta esclusivamente ad una alterazione dei meccanismi propriocettivi di natura sensoriale, rappresentati cioè dalla via nervosa periferica che conduce gli stimoli termo tattili. L’eccessiva sensibilità del glande di origine primaria è di sicuro la condizione più complessa, poiché, soprattutto in questo caso si innescano fenomeni psicologici e neurologici come ansia da prestazione e stress che non fanno altro che complicare la patologia e dare luogo a episodi sempre più frequenti di eiaculazione precoce.

Eccessiva sensibilità del pene di origine secondaria: solitamente è conseguente a fenomeni di fimosi, durante i quali la mucosa del glande non ha subito il tipico processo di metaplasia benigna che comincia solitamente nell'epoca immediatamente pre-puberale. Questo processo consiste in una sorta di "ispessimento" degli strati superficiali della mucosa che rende il glande adatto all'ambiente esterno, permettendo anche una valida stimolazione delle terminazioni nervose sensoriali per l'atto sessuale stesso. La mancanza di strati di mucosa comporta pertanto una sensibilità del glande intensa e una conseguente comparsa di eiaculazione precoce.

L’intervento chirurgico per ridurre l’eccessiva sensibilità del pene

È possibile ridurre notevolmente la sensibilità del glande troppo accentuata attraverso un semplice e veloce intervento chirurgico, chiamato “circoncisione con neurotomia glandulare”. Questa piccola operazione è una pratica chirurgica, che viene effettuata contestualmente alla circoncisione, ed ha lo scopo di ridurre ulteriormente la sensibilità del glande. Consiste nel sezionare alcuni fasci di fibre nervose, che decorrono nel solco del glande in punti specifici. Viene inizialmente praticata un’anestesia locale alla base del pene, mediante iniezione con ago sottile e totalmente indolore.

Dopo pochi minuti, si procede alla rimozione mediante laser chirurgico della pelle che ricopre il glande, rendendolo di fatto scoperto. Si procede poi a sezionare alcune fibre nervose che conducono la sensibilità a livello del solco del glande. Dopo la neurotomia, si confeziona la sutura cutanea, effettuata con tecnica di chirurgia plastica, punti piccoli e ravvicinati, in materiale riassorbibile all’interno del solco del glande così da rendere la sutura meno visibile. Si applica poi un bendaggio compressivo, che verrà rimosso dopo un’ora.

Questo intervento è praticato con grande frequenza, sia in Italia che nel mondo, e se eseguito da medici esperti non prevede complicanze o effetti collaterali degni di nota. Di fatto, questa operazione è da considerarsi assolutamente sicura e veloce, infatti, il paziente può sin da subito riprendere le sue attività quotidiane.

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